K6 entra nei cantieri: cresce l’interesse per la Stazione Mobile di Primo Soccorso
Dalla presentazione del progetto al confronto con chi la sicurezza sul lavoro la gestisce ogni giorno. K6 – Stazione Mobile di Primo Soccorso continua il proprio percorso e comincia a raccogliere interesse e richieste da parte del mondo dei cantieri e delle imprese.
Un passaggio importante per un progetto nato da un’esigenza molto concreta: in un cantiere possiamo avere procedure, personale formato e dotazioni di primo soccorso, ma dove assistiamo una persona quando non abbiamo nelle immediate vicinanze uno spazio adeguato?
È da questa domanda che prende forma K6.
Non con l’obiettivo di sostituire l’organizzazione sanitaria prevista per il luogo di lavoro o i servizi di emergenza, ma per mettere a disposizione uno spazio riconoscibile, organizzato e immediatamente utilizzabile nel quale poter gestire una prima assistenza in attesa, quando necessario, dei soccorsi avanzati.
Uno spazio dedicato al primo soccorso direttamente in cantiere
Il cantiere è per definizione un ambiente che cambia. Avanzano i lavori, si modificano gli accessi, si spostano uomini, mezzi e attrezzature. Anche l’organizzazione della sicurezza deve essere in grado di accompagnarne l’evoluzione.
Da qui uno dei principali elementi di K6: la mobilità.
La Stazione Mobile di Primo Soccorso può essere posizionata senza opere di predisposizione ed è indipendente dalle normali utenze grazie all’alimentazione tramite batteria ricaricabile. Caratteristiche che ne permettono l’impiego anche dove non è disponibile un locale permanente da destinare alla prima assistenza.
All’interno lo spazio è organizzato con una seduta reclinabile trasformabile in lettino, kit di primo soccorso, DAE, monitor multiparametrico per la rilevazione di parametri quali pressione, ossigenazione, battito e temperatura e sistema di video-guide MEDITAB.
La vera idea, però, non è riempire una cabina di strumenti.
È avere un punto definito nel quale questi strumenti siano disponibili e nel quale poter accogliere temporaneamente una persona che necessita di assistenza.
Dalla presentazione alle richieste delle imprese
Dopo le prime presentazioni pubbliche, il confronto con HSE, RSPP, responsabili di cantiere e imprese ha permesso di portare il progetto fuori dalla dimensione puramente espositiva.
Sono proprio le richieste e le osservazioni provenienti dal campo a confermare l’interesse verso una soluzione di questo tipo.
Ogni cantiere, naturalmente, è diverso. Dimensioni, numero di lavoratori, durata, accessibilità e organizzazione degli spazi cambiano profondamente da un’attività all’altra. Per questo K6 non nasce come una risposta identica a qualsiasi situazione, ma come uno strumento da valutare all’interno dell’organizzazione complessiva della sicurezza.
Il suo utilizzo, inoltre, non è limitato ai cantieri: il progetto prevede applicazioni anche in aziende, aree pubbliche, parchi, eventi e manifestazioni, oltre a particolari situazioni di emergenza.
K6, quando la sicurezza si progetta prima
C’è infine un aspetto culturale che probabilmente racconta K6 meglio delle sue caratteristiche tecniche.
La sicurezza efficace è quella che viene organizzata prima che ce ne sia bisogno.
Decidere in anticipo dove si trovano le attrezzature, come raggiungerle e dove poter prestare una prima assistenza significa inserire anche lo spazio fisico all’interno della pianificazione.
K6 nasce con questa logica e continua oggi a svilupparsi attraverso il confronto con chi vive quotidianamente i cantieri.
Perché la domanda da cui siamo partiti rimane estremamente semplice: se domani qualcuno avesse bisogno di una prima assistenza, sappiamo già dove prestargliela?
Per approfondire caratteristiche, dotazioni e possibili ambiti di utilizzo di K6: Stazione Mobile di Primo Soccorso K6





